Ethical Fashion Lifestyle

Moda Sostenibile – Carolina Emme

Tempo fa sul nostro gruppo FB abbiamo parlato di due temi che ci stanno particolarmente a cuore : la moda e la sostenibilità. La visione del documentario The True Cost sulla #FastFashion ci aveva molto colpite, al punto tale da decidere di non investire più in determinati marchi. A volte ce lo dimentichiamo, ma come consumatori abbiamo un potere enorme.

Carolina Emme

È iniziata allora la ricerca di brand che producessero capi belli in modo sostenibile, e siamo arrivate a Carolina Emme.

 

Chi è Carolina?

Carolina Angius, classe 1989, è la mente, il cuore e l’anima di Carolina Emme. Ha studiato all’Istituto di Moda Burgo di Milano e, dopo un periodo di tirocinio presso un atelier, nel 2014 ha creato il suo marchio.
Carolina è nata e vissuta nella splendida Sardegna, è una sognatrice e una divoratrice di libri. Adora Jane Austen ( come darle torto ) e le fiere vintage.

Carolina Emme racconta una donna romantica, femminile ma al tempo stesso determinata e mai banale. E lo fa con pezzi che vivono fuori dal tempo, con quel  pizzico di vintage che li rende sempre attuali.
Le linee sono morbide, pulite, accarezzano il corpo senza costringerlo. Ogni pezzo delle sue collezioni, rigorosamente fatto a mano, è in grado di esaltare la personalità di chi lo indossa. E di accompagnarla durante tutto l’arco della giornata, senza sacrificare mai la comodità in nome della moda, ma con quel tocco di raffinatezza “vecchio stile” che rende i suoi abiti dei  veri e propri passe-partout.

Carolina ci piace particolarmente perchè non solo crea abiti stupendi, ma soprattutto perchè aderisce al filone della “Fashion Revolution“, contro la fast fashion e il consumo sconsiderato, che va a danneggiare non solo l’ambiente, ma anche i lavoratori e l’economia locale. I tessuti che utilizza, per esempio, sono di recupero. Materiali di qualità, italiani, quasi tutti lane e cotoni e sete pure, che giacciono abbandonati nei magazzini. I suoi abiti sono sartoriali, realizzati a mano e di alta qualità.

…schierandomi dalla parte della Fashion Revolution e di una vita più consapevole, fatta di scelte più etiche…

 

 

Sfrutto il lato vintage della sostenibilità, accollandomi la parte di recupero e riciclo di materiali già esistenti.

 

– Carolina, come é nata la tua passione e perché hai voluto legarla alla sostenibilità ambientale?

Penso sia nata insieme a me. Scarabocchio abiti e signorine vestite alla moda più o meno da quando ho imparato a tenere una matita in mano, mi fa un po’ ridere questa cosa perché pare che io sia ossessionata, quando in realtà mi viene “naturale” farlo, nel senso che amo talmente tanto pensare agli abiti e a come poterli abbinare, che forme dare, che storia raccontare attraverso quel preciso outfit che, a volte, non riesco a fermarmi dal disegnarne una serie infinita.

Anzi, al momento che il lavoro é aumentato tanto e io mi trovo comunque a lavorare da sola, il tempo per disegnare è drasticamente diminuito, e ne “soffro” abbastanza, con il risultato che mi ritrovo a sognare letteralmente intere collezioni!

Il discorso della sostenibilità é venuto tempo dopo, anzi, relativamente da pochissimo.

Credo sia iniziato con il mio percorso da onnivora a vegetariana, quando ero ragazzina. Man mano scopri cosa c’é dietro a quel mondo e, di conseguenza, scopri pian piano tutti gli altri scenari, se hai un minimo di coerenza e curiosità.

Per me è stato così e, sopratutto dopo Rana Plaza, non ho potuto che dare una svolta definitiva a tutta la mia filosofia di vita, così da includere anche Carolina Emme, schierandomi dalla parte della Fashion Revolution e di una vita più consapevole, fatta di scelte più etiche, cercando di far conoscere anche agli altri queste nuove realtà.

– Che percorso di studi hai fatto? E quando ti sei accorta che potevi/volevi fare della tua passione un lavoro?

Ho fatto un liceo scientifico-linguistico, dalle mie parti non c’era un percorso ad hoc per la mia passione, quindi ho ripiegato su un’ottima istruzione di base per poi avere libera scelta in seguito.

Sono stata fortunata perché subito dopo le superiori sono stata accettata in un’accademia di moda e lì ho avuto la formazione da designer durante un classico percorso triennale.

Un sogno diventato realtà, per me.

Dopo mi sono resa conto che sarebbe stato meglio anche affinare la parte pratica e, quindi, saperne di più anche per quanto riguardava modellistica e confezione degli abiti e ho proseguito con altri due anni in un atelier locale, dove ho potuto imparare tantissimo, non solo a livello di tecniche ma anche quanto riguarda la parte relativa la gestione di una piccola attività, un piccolo brand.

É lì che ho iniziato a capire che forma volevo dare al mio futuro, al mio marchio, al mio sogno.

– Qual è il tuo capo di abbigliamento “must”, quello che non può mancare nel guardaroba di ogni donna?

Ho un’anima abbastanza gipsy, ma anche abbastanza pigra: i miei capi preferiti in generale sono quelli che infili e sei subito pronta: basta aggiungere un accessorio, un paio di scarpe ed é fatta. Amo curarmi e passare del tempo davanti allo specchio ma senza starci ore.
Il mio passepartout è sicuramente il maxi dress. Estate o inverno, ne infilo uno e mi sento subito carina e a posto.

– Ricordi il primo modello che hai realizzato?

Assolutamente sì: erano le prime nozioni base di confezione, proprio in accademia e, come accade di solito, si parte da una gonna a tubino. Era orripilante, non capivo nella maniera più assoluta cosa dovevo fare.

– Qual è invece quello che hai nel cuore?

Il mio abito del cuore cambia spesso: più vado avanti, più imparo, più riesco a giocare con tessuti e modelli.
Sicuramente ho nel cuore il maxi dress floreale della scorsa collezione primaverile, o ancora la maxi tuta in angora della collezione dello scorso inverno ma, devo dire la verità, il mio cuore al momento è tutto per uno dei nuovi abiti della collezione autunnale dedicata alle First Aid Kit.

– Per la creazione delle nuove collezioni segui le tendenze della moda o ti lasci ispirare dal tuo gusto personale?

É sempre difficile capire cosa é dettato dal tuo solo gusto e da ciò che sono le tendenze: tutti noi veniamo influenzati dal mondo in cui viviamo, dalle immagini che vediamo e da ciò che effettivamente va di moda.
Certo é che non mi lascio influenzare solo da quelle: ci sono alcune tendenze che amo particolarmente e rientrano a prescindere nel mio stile, altre che proprio non mi piacciono e non mi va di inserire in collezione solo per avere magari una fetta maggiore di pubblico. Preferisco sempre seguire l’ispirazione del momento, il mood del tema della collezione e, se sono presenti alcune tendenze del momento, ben vengano, ma non le percepisco come un obbligo o una pura necessità.
Chi compra da me lo fa proprio perché ho un determinato stile, con linee e forme e periodi che si rincorrono di collezione in collezione, anche se può sempre contare sull’attualità e la novità del capo stesso.

– È difficile trovare tessuti differenti di qualità ecososostenibile?

Non è difficile, è un incubo 😀 io sono a mio modo fortunata perché ho un rapporto ormai decennale con uno dei maggiori fornitori della zona che ormai mi da fiducia e si diverte a propormi pezze d’annata dimenticate nei loro magazzini.

Sfrutto quindi il lato vintage della sostenibilità, accollandomi la parte di recupero e riciclo di materiali già esistenti che, con il tempo, vanno inesorabilmente ad accumularsi, creando spreco di risorse (sia dei prodotti stessi che energie non rinnovabili).

Volendo poi lasciare dei prezzi accessibili ad una fascia più ampia, ho fatto mia questa cosa, cercando di volta in volta sempre nuove pezze e tessuti vintage dimenticati da tutti, ma perfetti e di qualità eccellente.

– Quale sarà il colore must della collezione fw e il capo di punta?

La collezione sarà divisa come solito in due parti: quella più articolata dell’autunno e quella più ridotta ma anche più elaborata, invernale, prevista per fine Novembre.

Per questo autunno ho tutta la palette di un autunno in città: bordeaux, ruggine e nero faranno da padroni, con tocchi di verde, senape, beige e oro a completare.

Il capo (che spero sia) di punta è il midi dress in misto lana paisley che racchiude l’anima e tutti i colori country folk della collezione “First Aid Kit”, una band scoperta solo all’inizio di questo 2018 ma che da subito ha avuto un posto speciale nel mio cuore.

 

 

 

Noi ci siamo letteralmente innamorate di Carolina, della sua filosofia ed anche dei suoi capi. Abbiamo anche fatto shopping sul suo sito, perchè è un bel modo di sostenerla e perchè ci piacciono le sue creazioni.
Se non lo avete ancora fatto andatevi a vedere il documentario di cui vi abbiamo parlato, e poi scrivete a Carolina per avere il vostro capo “su misura”. Perchè una volta scoperto il vero costo della fast fashion, non vorrete indossare mai più degli abiti creati in quel modo, a quelle condizioni, e coi quei costi umani ed ambientali. Non se avete fatto della sostenibilità un valore portante delle vostre vite.

Carolina Emme : websiteshopInstagramFacebook

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4 Comments

  1. Marica says:

    Sono davvero contenta che abbiate pubblicato questo articolo! L’eticità anche nella moda è un argomento che mi sta molto a cuore e sono sempre contenta di scoprire nuove possibilità. Ravenna purtroppo è una città piuttosto limitata dal punto di vista della sostenibilità (in vari ambiti, dalla moda alla cosmesi) e quindi, da quando ho scelto di limitare i miei acquisti a capi di qualità e possibilmente etici, le mie possibilità di scelta sono calate drasticamente. I capi disegnati da Carolina sono davvero belli. Lo stile di ispirazione vintage, un po’ seventies e un po’ gipsy, è davvero nelle mie corde e i materiali sono validi pur mantenendo un prezzo perfettamente accessibile. Se penso a quanto poliestere ci vendono certi marchi facendocelo pagare come se fosse un materiale di qualità… Senza contare di quanto sia preziosa la possibilità di farsi anche realizzare dei capi su misura!
    Grazie per avermi fatto scoprore questa meravigliosa realtà, ne approfitterò sicuramente!

    1. waatb says:

      Grazie a te per esser sempre tanto presente ed affettuosa con le tue #waatbgirls!

  2. Elena says:

    Ma che meraviglia!!allora, anzitutto mi segno il nome del documentario, per capire sempre bene di cosa parliamo e farmi ispirare anch’io come voi. Poi mi piace moltissimo la scelta coraggiosa di questa ragazza e i vestiti sono davvero bellissimi!!!mi avete fatto riflettere su un ambito a cui non avevo mai pensato, vi ringrazio!tra l’altro l’idea di un maxi dress elegante mi piace molto, quindi ciò che produce è pure nelle mie corde, se poi teniamo conto lo stile vintage e i colori proposti per la nuova collezione, mi ci vedo tantissimo!ora cercherò di capire dove e come acquistare i suoi capi!brave voi che avete dato voce a Carolina e brava Carolina!

    1. waatb says:

      Grazie dolcezza!

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